mercoledì 25 febbraio 2009

l'Italia riapre al NuClEaRe!

Accordo italo-francese per la produzione di elettricità con l'atomo. Il primo impianto entro un decennio. Tra gli obiettivi: esportare energia insieme di LUCA IEZZI Repubblica.it

ROMA - Sarà l'energia nucleare il piatto forte del vertice italo-francese di oggi a Roma. Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi e il presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy, e quindici ministri di entrambi i governi firmeranno di una serie di accordi che spaziano dal settore dei trasporti, in particolare la conferma della Torino-Lione, a quello dell'istruzione e militare.

Ma l'evento sarà l'alleanza, guidata dalle due controllate di Stato Enel e Edf, per costruire quatto centrali nucleari in Italia, la prima sarà operativa nel 2020. "L'accordo riguarda tutti gli aspetti del nucleare, dalla collaborazione in sede europea ai temi della sicurezza, dalla cooperazione tecnologica alla formazione dei tecnici, dallo smantellamento degli impianti alla collaborazione industriale in paesi terzi" ha spiegato ieri il ministro per lo Sviluppo Claudio Scajola che ha ricordato anche l'imminente approvazione alla Camera del suo ddl in cui viene istituita l'Agenzia per la sicurezza nucleare. L'ente che opererà sotto la presidenza del Consiglio, si occuperà di regolare il settore e di riportare l'Italia a produrre in proprio energia elettrica grazie all'atomo dopo avervi rinunciato con il referendum del 1987.

Più volte il ministro Scajola ha ricordato la tabella di marcia: individuazione del luogo e posa della prima pietra entro la fine della legislatura e attivazione del primo impianto entro un decennio. All'agenzia in via di costituzione spetteranno tutti i poteri autorizzativi sui progetti, grazie a delle norme presenti nel Ddl che hanno già suscitato critiche perché limitano al minimo le capacità d'intervento degli enti locali nei territori coinvolti.

"Sarà un accordo politico - aggiungono fonti dell'Eliseo - che copre tutta la filiera nucleare. E che, da una parte, aprirà ai grandi players francesi il mercato italiano dell'energia atomica, dall'altra permetterà di esportare congiuntamente tecnologia nucleare verso paesi terzi". Un primo plauso all'alleanza
Scajola e il suo omologo Jean Louis Borloo lo hanno ricevuto alla cena del Foro di dialogo Italo francese, associazione di imprenditori di entrambi le nazioni presieduto dal presidente di Generali Antoine Bernheim e dal presidente Ifil John Elkann. Gli imprenditori incontreranno oggi Berlusconi e Sarkozy per discutere dei livelli d'intervento su banche e imprese durante la crisi finanziaria, anche in vista del vertice del G20 che si terrà a Londra all'inizio di aprile. Temi affrontati anche dai ministri economici Giulio Tremonti e Christine Lagarde che rinnoveranno gli impegni, assunti dal G4 di Berlino di domenica, di mettere al bando qualsiasi provvedimento protezionista.

Si riunirà anche il Consiglio di sicurezza e difesa, cui partecipano i ministri degli Esteri e della Difesa con all'ordine del giorno la situazione in Afghanistan, in Medio Oriente e nei Balcani occidentali e dei rapporti con la Russia.

Il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli e Borloo discuteranno anche dello stato di avanzamento della linea ferroviaria Torino-Lione anche se in un'intervista a Le Figaro pubblicata oggi Berlusconi ha garantito che la Tav si farà: "Intendiamo accelerare il lavoro per completare il Corridoio 5. L'Alta Velocità era nel nostro programma elettorale, c'è pieno accordo nel governo".


Giar Sculture - Le



Giar Sculture - Lu



lunedì 23 febbraio 2009

ErOi! Tempi grami per Ge(Sù)Giu!

Dopo i BusAtei anche questa..
proprio non ci voleva!

New York – Per gli americani Barack Obama è l’eroe numero uno: il presidente degli Stati Uniti ha battuto per la prima volta Gesù in un sondaggio dell’Harris Institute pubblicato sul “ Chi­cago Sun Times”. Nella top ten in ordine discendente dopo Obama e Gesù seguo­no Martin Luther King, Ronald Reagan, George W. Bush, Abraham Lincoln, John McCain, John F. Kennedy, il pilota del volo United Airlines miracolosamente ammarato sull’Hudson Chesley Sullenberger e Madre Teresa di Calcutta. La domanda chiedeva di indicare una persona ammirata al punto da essere definita un eroe. Finora Gesù era sempre risultato al primo po­sto. La Regione Ticino

hahaha stiam perdendo di vista un po le cose mm OO spero almeno che Wolverine sia appena dopo Madre Teresa!


venerdì 20 febbraio 2009

qUiZ!


hahhaha ma lol
Riconoscete qualcuno?

giovedì 19 febbraio 2009

Martedi Grass - ScTrAkUmErLi


Questo (orrendo :) manifesto vuole presentare il
martedi grasso by Bube`s Pub!
Provo a tradurvelo..


Martedi Grass
24 febbraio 2009!
Notte Libera
Se va male si sta li fino alle 4!
Divertimento Assicurato
Sicuro!
Bube`s Pub Roveredo Presenta..
19.00 Spettacolo di Marionette
Chiaro.. El Giar!
20.00 Polenta, mortadela e sctrachin
Iscrizione al bar da domani..
21.00 Salita sul Palo della Cuccagna
Cerchiamo di non farci male! :)
(si declina ogni responsabilità hehe)
meglio scriverlo jaja

La serata continua mit musica popolare con nientepopodimenoche
mastro Bube in persona allllacooonsollll fin ai 4.00!

Ci saro :)

GuiDa al MeDaL!

mercoledì 18 febbraio 2009

Dopo lOrgano.. Ci StA!



HAHAHAMITICA
ma perché censurata?!?

martedì 17 febbraio 2009

domenica 15 febbraio 2009

sabato 14 febbraio 2009

mercoledì 11 febbraio 2009

Live In KeNyA & Special BaR del GiOvAn



EeEe BeGn!
Il caravanserraglio é arrivato in Kenya (si Africa lol) Purtroppamente il teaMarionette non ha potuto spostarsi in blocco e quindi sono stati ingaggiati per due soldi dei freelance worker in loco. Camera: Cico Suono: Cello Jolly: Tattic



Scpetacol!

eee non paghi! ecco delle foto fatte ad Osogna durante il Tour
"Il mondo al oirartnoc" quest estate al bar del Giotto (BaR del GiOvAn)
[Appena mi ridicono chi ha fatto queste foto lo scrivo al posto di questa frase augh]














FuOcO in 6o SeCoNdi


MiTiCo! e utilissimo..
S
arà Capitato anche a voi di Perdere il Piz a Carnevale..

martedì 10 febbraio 2009

domenica 8 febbraio 2009

FaNfArOni!

.. dumilases
(al ciami fanfarone ma lé miga nacia propi isci..)
Guarda: AlBuM ImMaGiNi Fanfarone 2006
Scarica: PDF Fanfarone 2006



Fanfarone 2007
(ades si che lé l`organ uficial)
Guarda: AlBuM ImMaGiNi Fanfarone 2007
Scarica: PDF Fanfarone 2007



Fanfarone 2008
(Miga ombra de crisi.. el nava a 4,95)
Guarda: AlBuM ImMaGiNi Fanfarone 2008
Scarica: PDF Fanfarone 2008



Fanfarone 2009
(Amo calt)
Guarda: AlBuM ImMaGiNi Fanfarone 2009
Scarica: PDF Fanfarone 2009


fil scpass!

sabato 7 febbraio 2009

giovedì 5 febbraio 2009

FrEe FaNfA 2009!






Il Giornale Satirico del Carnevale Lingera presenta in esclusiva la Versione EcoLogica del Fanfarone 2009!

Clicca su -> PDF del Fanfarone 2009
e segui le istruzioni

(metec el Security Code che ghe su scric e scuscia el boton scarga giu)

MiTiC


hahha

AlBuM Immagini / Fanfarone 2009 (Carnevale Lingera 2009)

martedì 3 febbraio 2009

fLigHt Of tHe bUmBlEbEe

hahaha

MaLoRi

RIPOSA A CASA DOPO BREVE DEGENZA IN OSPEDALE
Fonte: Agenzia ASNA

Nuova Delhi, 3 feb - Il Dalai Lama, dopo la breve degenza in ospedale a causa di un cedimento muscolare, e' tornato nella propria abitazione per riposare.

''E' nella sua residenza, indossa le speciali mutande che gli sono state prescritte'', ha riferito il portavoce del leader sprituale Tenzin Taklha.

Il monaco ieri era stato condotto d'urgenza nell'ospedale 'Apollo' di Nuova Delhi perche' aveva avvertito forti dolori a ventre e basso ventre ed e' stato dimesso il giorno stesso dopo aver ricevuto prescrizione medica delle cure da seguire.

"Al Dalai Lama dopo aver sentito cosa diavolo era successo durante il WEF a Davos in Svizzera gli sono cadute le palle'', ha dichiarato Taklha.


Auguri zio e scusaci!

Ne Ho VeDuTe TaNtE..


Da: Dumbo

lunedì 2 febbraio 2009

CoNcLuSiOnE WEF

Da: La Regione Ticino
Davos, una Svizzera che scodinzola ai potenti?
di Claudio Rossetti

"A Davos, come ormai è tradi­zione, si è tenuto il WEF, il World Economic ( potremmo forse anche chiamarlo Exclusi­ve) Forum. Una grande passe­rella per uomini di stato, mini­stri, direttori generali, ex, stelle del cinema, ecc. Un appunta­mento che nessuno si lascia sfuggire e che per la Svizzera ovviamente rappresenta un’oc­casione unica ed esclusiva per entrare in tutte le case del mon­do, dal medio all’estremo orien­te, dalla Groenlandia alla Ter­ra del Fuoco. Tutti seguono i di­battiti, teletrasmessi dallo scia­me di giornalisti e troupe televi­sive, sui grandi temi che carat­terizzano il mondo di oggi e de­finiscono gli scenari del doma­ni. Dalle occhiate, più che dalle parole, dei grandi si possono individuare soluzioni a proble­mi o nuovi conflitti. Dietro le quinte, tra un cock­tail e un panino alla mensa del conference center, si muovono operosi i lobbisti che durante la settimana del Forum trovano il pane per i loro denti. Davos non è solamente, con le sue monta­gne innevate che toccano con garbo il cielo celeste, una loca­lità da cartolina, di più, è una cinecittà dell’innocenza, una fiaba a lieto fine. Un luogo spe­ciale e fin lì niente di male. I co­siddetti “genius loci”, c’è chi li chiama geomagnetici, nella sto­ria hanno avuto un ruolo im­portante nella mediazione e nel dialogo. La natura e la confor­mazione di questi luoghi hanno spesso avuto un influsso deter­minante nella ricerca di solu­zioni. Pensiamo, per esempio, ai trattati o ai colloqui di pace. Ma qual è il ruolo attribuito alla Svizzera in questo storico “ cortometraggio”? Quello del padrone che accoglie ospiti illu­stri cercando di trasmettere loro con calore un po’ dello spi­rito che vige in casa sua? Il Fo­rum rappresenterebbe per le no­stre autorità federali un’occa­sione d’oro per illustrare a que­sta esclusiva arena lo spirito svizzero. Una filosofia fatta di democrazia diretta, di federali­smo, di convivenza e coopera­zione, e non da ultimo, di un credo profondo nel rispetto dei diritti umani e nella lotta per la pace. Purtroppo la realtà è un po’ diversa. Un fatto che forse all’osservatore disattento è sfuggito, ma non all’opinione pubblica. Mercoledì, in occasio­ne della giornata d’apertura del WEF e di arrivo dei pezzi grossi del mondo economico e politico internazionale, ecco che nella tranquilla Davos ac­cade qualcosa davvero eccezio­nale. Alla libraia del paese, della caratteristica e centrale Dorf­strasse, viene ordinato dalla Po­lizia cantonale di togliere la ban­diera tibetana dalla vetrina e al­cuni libri raffiguranti Sua San­tità il Dalai Lama. Un sequestro che viene giustificato da impor­tanti ragioni di Stato! Una ba­nale bandiera che potrebbe irri­tare il primo ministro Wen Jia­bao, in procinto di passeggiare nelle vie del comune grigionese e reduce di un meeting dai risvolti economici avvenuto a Palazzo federale. Ragioni di Stato? Le stesse che hanno imposto un censimento dei giornalisti autorizzati alla conferenza stampa con l’alto funzionario cinese? Aggiungiamo pure che alla stampa era proibito porre domande sul tema tibe­tano. Da svizzero, felice di poter mostrare il passa­porto rosso ai posti di controllo più sperduti del glo­bo, mi chiedo se questo atteggiamento rappresenti lo spirito svizzero, quello che ha favorito la creazio­ne nel 1291 della Svizzera e dato avvio ad un confe­derazione che ancora oggi viene apprezzata e presa come modello di uno stato profondamente democra­tico e difensore dei suoi diritti fondamentali. I suoi fondatori sono stati coraggiosi, atteggiamento che oggi forse non troviamo più nei nostri politici. L’ar­ticolo 17 della nostra costituzione garantisce ad ognuno, per esempio, “il diritto di formarsi la propria opinione, di esprimerla e diffonderla sen­za impedimenti”. Ma allora, mi chiedo, perché essere sudditi di pressioni internazionali. Tengo a sottolineare che non si tratta di essere, nel caso specifico, a fa­vore della causa tibetana oppu­re seguaci del Dalai Lama, ma semplicemente difensori della li­bertà di pensiero. Costi quel che costi, è una questione di etica morale. Ma a Davos ho osservato un altro esempio di sudditanza fe­derale: al Forum si trova in visi­ta “uno dei figli” del leader libi­co Muammar Gheddafi, sottoli­neo non lui in persona. Dopo i fatti di Ginevra, le cui responsa­bilità sono ancora tutte da provare, la diplomazia svizzera ha pensato di giocare con i pezzi grossi. Il Presidente della Confederazione, Hans- Rudolf Merz, e la ministra degli esteri Micheline Calmy­Rey hanno tentato il tutto per tutto per giungere a una soluzione dell’affare libico. Mi chiedo: dob­biamo davvero inginocchiarci, per delle ragioni di Stato e penso per accordi economici, ai poteri della tribù del deserto libico? Una delegazione di diplo­matici, a ragion del sonoro insuccesso, sarebbe in­dubbiamente stata sufficiente e più decorosa. Deve la nostra Svizzera scodinzolare davanti ai poten­ti, per uscirne poi con la coda tra le gambe?"



Vergogna!